Prima Missione – L’ombra dell’Unione




НазваPrima Missione – L’ombra dell’Unione
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Prima Missione – L’ombra dell’Unione


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Andrea – Capitano – Capitano Tom Baker

Amanda – Primo Ufficiale – Comandante Tosca Kritias

Davide – Ufficiale Tattico – Tenente Cmd David Togashi

Laura – Uff. Scientifico – Tenente Cmd Alexandra Shatner

Elena – Medico Civile – Katjia Shaw Johansen

Xxx – Consigliere – Tenente Vivien T’Bloom


Diario del capitano, supplemento


Abbiamo lasciato la Terra da oramai un mese. Quel globo ha un fascino strano su di me, i suoi mari non sono splendidi e verdi come quelli di Bajor ma lasciarlo mi è dispiaciuto. In effetti, da mezzo bajoriano e mezzo umano entrambi i pianeti sono la mia patria… forse m’inganno, io mi sento a casa solo quando navigo per gli sterminati mari dello spazio.

Come da precedenti assegnazioni siamo tornati alla base stellare Galaxy Freedom ed abbiamo attraversato il tunnel spaziale artificiale fino a questa nuova galassia. Da allora siamo in viaggio da quattro giorni.

Oltre alle 1014 persone dell'equipaggio stiamo trasportando anche 200 coloni ed attrezzature. Saranno incaricati di fondare una colonia federale su di Nuova Centauri II, un pianeta di classe M già precedentemente cartografato da noi. Tutto questo affollamento sta aumentando il carico di lavoro di tutto l'equipaggio che però si sta comportando in modo encomiabile.


USS Argo, Sala Riunioni


Tom appoggiò sul grande tavolo il libro che stava leggendo e si strofinò gli occhi. Il suo turno sarebbe iniziato solo dieci minuti dopo ma lui era già pronto. Aveva deciso di passare la sua ultima ora libera in quella sala a leggere invece che nel suo studio. Attorno a lui, le sedie erano tutte vuote, il computer alle sue spalle era spento ed uno strano silenzio lo circondava.

Un po' di solitudine gli faceva bene, negli ultimi giorni aveva passato ogni istante libero in compagni di Tosca… era incredibile come lo rendesse felice la presenza al suo fianco di quella ragazza, mai aveva provato qualcosa del genere per una donna. Ora però la bajoriana era impegnata e lui era lì solo.

Si alzò per sgranchirsi le gambe e si fermò ad osservare le stelle che sembravano fluire via. Che sensazione stupenda, sarebbe rimasto un'eternità a fissarle. Quando si voltò, dando le spalle alle vetrate, però sorrise.

Di fronte a lui, sulla parete, era presente un enorme bassorilievo raffigurante un carpentiere intento a costruire una barca, "ispirato" da una donna in tenuta da battaglia. Di fianco ad esso era posto un quadro raffigurante una grande nave a vela ed il suo equipaggio. La nave era enorme, aveva vele quadrate e diverse file di remi sporgevano dalle fiancate. Sulla tolda stavano diversi uomini e sembravano intenti a scrutare verso prua, guardando un'isola che si stagliava nel mare.

Ora, grazie alle sue letture, poteva identificare quasi tutti quegli uomini: Giasone, Ercole, Stentore e gli altri… gli Argonauti.

Raccolse il libro e lo guardò, non gli erano mai interessate i miti… men che meno quelli della Terra, ma ora era coinvolto.

Sorrise ancora.

Controllò l'ora e vide che aveva giusto il tempo di andare a posare il volume nella sua saletta tattica prima che iniziasse il suo turno.


USS Argo, Plancia, pochi minuti dopo


Tutte le postazioni erano occupate da ufficiali anziani. Baker stava ancora cercando di abituarsi alla grandezza di quel ponte e soprattutto alla sua luminosità, quando Togashi richiamò la sua attenzione.

«Signore rilevo qualcosa di strano sui sensori a lungo raggio»

Prima che il bajoriano potesse agire intervenne Shatner dalla postazione delle Operazioni, «Confermo, si direbbe un… globo di energia… forma ovale… più di 1.000 chilometri di diametro»

«Sullo schermo», ordinò il capitano mentre Kritias ordinava di uscire dalla curvatura.

Sul visore principale apparve quello che a prima vista poteva sembrare un gigantesco uovo di energia argentea, sospeso nello spazio.

«Riesco ad avere una lettura più chiara dell'interno», riferì Alexandra armeggiando con i sensori.

Ora sullo schermo la visuale zumò sul centro della distorsione.

Dopo alcune scariche statiche apparvero due navi immobili nello spazio. Come se fossero state congelate. Una era di un grigio metallico molto scuro, composta da una zona disco e due gondole a curvatura, ricordava il design della Flotta ma era molto arcaico. L'altra era verde bottiglia, simile ad una manta. La nave grigia era in posizione più elevata di quella verde e stava facendo fuoco con delle armi a raggio, color arancione, contro l'altro vascello.

Anche il raggio sembrava "congelato" come tutto il resto della scena.

«Non riconosco quella classe di navi», mormorò Baker.

«Controllo la banca dati della Flotta Stellare», ci fu una pausa mentre Togashi controllava ed il computer trillava, «Ma è impossibile!», esclamò prima di spiegare, «La nave grigia è una nave di classe NX, è una classe di navi usata dagli umani nei primi anni dell'esplorazione spaziale, prima che venisse fondata la Federazione o la Flotta stessa!»

«Ora ricordo!», esclamò Tosca sorridendo e raggiungendolo al suo fianco, «La prima nave di classe NX fu la NX-01 chiamata Enterprise e capitanata dal capitano Archer!»

«… l'altro vascello è una nave romulana. Presumibilmente della stessa epoca della NX», finì di spiegare l'ufficiale tattico.

«Avviciniamoci di più», ordinò Tom, poi aggiunse, «Se sono due navi di almeno… 230 anni fa… cosa ci fanno qui ora?»

«Ho la risposta», intervenne Shatner che non aveva mai smesso di controllare i suoi strumenti, «O almeno parte di essa…», si corresse, «…il globo di energia è composta da particelle cronotoniche»

«In pratica è una bolla temporale», mormorò il capitano.

La ragazza annuì, «… sembra che ora siano in stato "inattivo" e quindi tutto è bloccato ma…»

Fu interrotta da Togashi che esclamò allarmato, «Nave in disoccultamento direttamente a prua!»

L'immagine sullo schermo cambiò. Lo spazio sembrò tremare ed un’enorme nave color verde bottiglia apparve nello spazio prima creduto vuoto. Era gigantesca ed incredibilmente bella a vedersi… ed incuteva anche un certo timore.

«Ci stanno chiamando», avvertì David.

Tosca annuì con un gesto e sul visore principale apparve la plancia della nave nemica.

Sul sedile del capitano, in una posa molto smargiassa, stava una donna dai capelli biondi e dallo sguardo gelido. Aveva le orecchie a punta ed indossava una divisa grigia fermata al centro da una spilla a forma di falco bicefalo.

Sorrise sprezzante ed iniziò a parlare, «Qui Falco romulano Valor, parla il commander…»

«Ciao Sela», la interruppe Baker.

Lo sguardo sprezzante della romulana si focalizzò sul capitano federale, poi tutta la sua posa rigida si "sciolse" in stupore, «Cosa diavolo ci fai su una nave federale e…», fece una smorfia, «… con quella divisa addosso!»

«Si dà il caso che io sia il capitano di questa nave, la USS Argo», rispose calmo il bajoriano.

Lei riuscì a riprendere la sua flemma iniziale.

«Beh non puoi avvicinarti», rispose aspra, poi sospirò sonoramente, «Vieni qui da me a parlarne, soliti accordi. Fai pure con comodo. Sela chiudo»

Il viso della donna lasciò nuovamente il posto all'immagine della grande nave romulana.

Tutti gli sguardi si concentrarono sul capitano, che sorrise divertito.

Prima che potessero parlare lui disse: «Andiamo in sala riunioni», e si allontanò dal ponte.


USS Argo, Sala Riunioni


«L'ho conosciuta durante la resistenza», spiegò quando tutti gli ufficiali superiori si furono seduti, «Ci forniva gli armamenti per combattere, qualche volta ci ha anche dato appoggio tattico a delle incursioni e così…», fece una pausa, «… siamo diventati amici. Deve essere stato un colpo per lei vedermi con indosso una divisa della sua tanto odiata federazione!»

«Capitano non avrà intenzione di andare davvero a bordo di quella nave», chiese Kritias.

«Certo che ci andrò e porterò con me il tenente comandante Shatner», rispose lui calmo.

La bajoriana si irrigidì ed assunse l'espressione che Tom conosceva bene. Avrebbe combattuto prima di concedergli una cosa del genere: «Ma perché non porti anche Togashi o me o…»

«L'hai sentita, soliti accordi. Significa che dovrò andare da solo o con al massimo una persona con me», rispose lui calmo, «Sono relativamente tranquillo, non mi farà del male»

«Ma porta il capo della sicurezza con te...», cercò ancora di opporsi il comandante.

«Quella nave», rispose Tom indicando il vascello romulano che era stato posto sul video della sala, «E' di classe Valdore, è la nave della flotta romulana più avanzata, pari ad una di classe Sovereign federale. Voglio con me qualcuno che possa osservare tutto attentamente e capisca al volo cosa vede… saranno dati molto interessanti», fece una pausa, «In più preferisco che Togashi e Pearson, gli altri candidati a venire, rimangano ai loro posti durante la mia assenza.»

«Ma hai appena detto che ti fidi di lei.», gli rispose la ragazza stupita.

«Coi romulani è sempre meglio andarci cauti», rispose il bajoriano, «Alexandra venga con me in sala teletrasporto»

Si alzarono e Baker notò, con stupore, che non era solo Tosca ad essere preoccupata, ma anche Togashi. E dagli sguardi che lanciava a Shatner capì che non era solo un interessamento professionale.

Mentre si preparava a lasciare la stanza Tosca gli passò vicino e da quella distanza, poté sentire il profumo dei suoi capelli, "Non so quanto darei per poterti dare un bacio per tranquillizzarti", pensò uscendo dalla plancia con passo deciso, "Ma siamo in servizio ed i nostri accordi lo vietano"

Tosca si sedette sulla poltrona al centro del ponte, "Stai attento", pensò.


USS Argo, Plancia, ora

David vedeva la Valdore allontanarsi dall’Argo con dentro il Capitano ed Alexandra, anche Tosca sembrava turbata, vedere le persone amate andare verso l’ignoto rende tristi e preoccupati.

T. «Signor Togashi attivi i sensori a largo raggio e tenga le armi in fase di pre-carica, Signor Pearson prepari subito il sistema per rimodulare gli scudi e diriga tutta l’energia dei sistemi non necessari agli scudi anteriori…»

D. «Comandante, se me lo consente, cercheremo di sondare le navi e scopriremo tutto quello che c’è da scoprire - avvicinandosi per non farsi sentire - Tosca sono anch’io preoccupato per Alexandra»

T. «Signor Togashi la sua idea è buona, attivare la procedura di scansione dell’Enterprise»

Dopo alcune ore la scansione di livello uno è terminata, sullo schermo appare la pianta e la sezione della prima nave stellare a portare il nome di Enterprise.

T. «Questa è la nave del mitico Capitano Archer, la nave dell’avventura nata prima della Federazione che è stata dove mai nessun uomo arrivò prima di lei»

K. «Si ma cosa fa nel nostro spazio in un epoca per loro remota? I dati del computer non rilevano anomalie o presenza di vita a bordo?»

T. «Potrei prendere una navetta, avvicinarmi e salire con una squadra di sbarco, del resto è una nave terrestre i romulani non possono dire nulla, Capitano cosa ne pensa?»

K. «Primo, il Capitano di questa nave si trova sulla Valor, secondo prendi tre uomini e verifica la possibilità di teletrasportarsi a bordo dell’Enterprise, ma indossate tute ambientali e portate phaser e non salite a bordo. Verificate solo la possibilità»

T. «Aye, aye, Sir»


Navetta Scott


T. «Signori l’Enterprise si trova all’interno di una bolla temporale, con l’emissione di particelle tachioniche possiamo addentrarci al suo interno ed arrivare a distanza di teletrasporto senza danni, una volta all’interno della bolla possiamo disattivare il campo e abbordare la nave, mi raccomando verificate che i vostri phaser siano in posizione “Stun” e che i dispositivi delle tute siano attivi e funzionanti. Se nessuno ha domande l’operazione avrà inizio tra sei minuti da adesso, Buona Fortuna a tutti»

Gli uomini ricambiano il saluto e si preparano, dalle gondole di cultura vengono emesse le particelle tachioniche che avvolgono la navetta mentre entra nella bolla temporale.

T. «Signor T’Reel mantenga la rotta e disattivi l’emissione delle particelle. Se i sensori trovano la plancia e determinano con sicurezza la posizione ci teletrasporti al suo centro. Attivare»


Plancia NX-01 Enterprise

T. «All’interno della nave identificata come NX-01 Enterprise non vi sono forme di vita, i sensori registrano totale assenza d’aria e di energia, come da procedura standard l’ambiente viene definito ostile e viene registrato ogni movimento effettuato, procediamo all’apertura manuale delle porte, la prima si direbbe un ascensore, la cabina non è presente, la porta dopo quella che sembra una sala tattica si apre in un corridoio e…………………………»

La luce si spegne sul Tenente Comandante Togashi.


USS Argo, plancia


«Cosa... Cosa diavolo sta succedendo adesso?», Tosca Kritias balzò dalla poltrona del capitano quasi a voler bloccare l'immagine. La sfera luminescente che circondava le due navi antiquate aveva iniziato a vibrare come una pulsar sul punto di esplodere. Le navi non erano più sospese in una calma innaturale. Si muovevano invece all'interno della bolla temporale, a scatti, come in un holofilm passato al rallentatore. Il raggio dei cannoni della nave terrestre mancarono quella romulana e le sagome cominciarono a vorticare l'una sull'altra, immergendosi sempre di più verso il centro della bolla.

«La bolla temporale nella quale sono rinchiuse le due navi e' diventata instabile!», rispose il tattico, premendo freneticamente i pulsanti sulla consolle.

Kritias si impose di mantenere la calma. Tornò a sedersi sulla poltrona centrale e premette il comunicatore.

«Capitano a sala teletrasporto», chiamò Kritias, «Agganciate il segnale della squadra sull'Enterprise. Riportateli indietro. Subito!»

, la voce del capo Halley risuonò sul ponte di comando,

“Maledizione Togashi ti avevo proibito di salire a bordo!”, pensò furiosa Tosca.

Sullo schermo, i sensori non riuscivano più a percepire distintamente le navi, che apparivano come sagome oscure sospese in una nube lattiginosa.

«Aumentare la potenza dei sensori!», ordinò.

«Sono già al massimo!», replicò il tattico , «Credo... Credo che le stiamo perdendo»

La macchia lattiginosa si stava richiudendo sulle sagome scure. Le navi si stavano rapidamente inabissando in quella.

«Possiamo provare ad avvicinarci di più alla bolla cronitonica?»

Il tattico scosse la testa: «No, signore. La massa di cronotoni che sta emergendo dalla bolla è superiore a quella che potremmo compensare con le particelle tachioniche. Rischieremmo di farci spedire chissà dove. O chissà quando! E senza alcuna garanzia di incontrare di nuovo le due navi»

«Sala teletrasporto», urlò Tosca, «Faccia quello che le vuole, Halley, ma li porti indietro!»

«Non posso, signore», la voce di Halley non era più nemmeno disperata, «Lo vorrei con tutta l'anima, ma non posso. Li abbiamo persi»

Kritias chiuse gli occhi per un istante. Li riaprì. Nessuno parlava. Di fronte a lei, la bolla era ancora la', ingannatrice e mortifera come un miraggio di fata morgana. E attorno a lei, silenzio. Il silenzio che circonda la morte di compagni. Doveva reagire!

Si girò verso il tattico: «Rapporto!», la sua voce era stata abbastanza decisa?

«I sensori sono intralciati dalle emissioni cronotoniche. Non registrano nessuna nave nei dintorni»

«Nessuna?», Kritias quasi urlò, «E la Valor su cui erano il capitano ed il comandante Shatner?»

Il tattico sussultò. Le sue mani si mossero rapidamente sulla tastiera, ma dovette arrendersi: «I sensori non la registrano. Nemmeno quella. Devono essere entrati in occultamento mentre eravamo concentrati sulla bolla»

Kritias ebbe una stretta al cuore: «Li abbiamo persi»

No, no, no... pensò. Li ho persi. Anche loro. Anche lui.


«E' possibile che siano rimasti invischiati nel vortice cronotonico della bolla?»

Pochi minuti dopo, Tosca tentava disperatamente di mascherare la disperazione che provava. Non doveva pensare a lui, anche se ad ogni istante le sembrava di vedere il volto di Tom Baker. Tom non avrebbe avuto bisogno di rimproverarla se fosse stato là. Bastava da sola a rimproverarsi per quello che era successo.

Di fronte a lei c'era il tattico. Stava parlando, ma lei non riusciva a concentrarsi su quello che stava dicendo. Le parole dell'uomo le giungevano come se per arrivare a lei avessero dovuto affrontare una tempesta magnetica.

“Lo sapevo”, pensava Tosca oscuramente.


"...Le particelle cronitoniche..."

"...che era pericoloso"


"Le nostre emissioni di tachioni hanno innescato una reazione imprevedibile nella massa..."


"...Non avrei mai dovuto permettergli di andare."


"....Improbabile. La nave romulana aveva una distanza tale da..."


"...Del resto, anche le registrazioni dei sensori..."


"...E sicuramente non avrebbe mai dovuto andare su quella nave senza di me!"


"La nave romulana è semplicemente scomparsa. Dobbiamo presumere che sia entrata in occultamento..."


Tosca si accorse che nella sala riunioni si era fatto silenzio e si riscosse. Non poteva permettere che quello che provava la intralciasse.

Doveva ritrovare Tom. Tom e gli altri. Passò lo sguardo sui presenti. Il giovane tattico, il tenente Duvall che aveva sostituito Shatner alla consolle scientifica, il dottor Mark Johansen dai capelli e dalla pelle quasi trasparenti per il loro biancore d'albino. Tutti la stavano guardando.

Tutti aspettavano qualcosa da lei.

«Dunque. Il capitano ed il comandante Shatner sono stati deliberatamente rapiti», mormorò, «E non riesco a comprenderne il motivo. I romulani sanno perfettamente che questo sarebbe considerato dagli alti comandi della Flotta Stellare un atto di guerra. Perché adesso, allora? Perché qui? Cosa stavano facendo quei romulani in questa zona? Si trattava di un loro esperimento?»

Scrollò le spalle: «Da qualunque parte guardi questa vicenda, non riesco a fare un'ipotesi plausibile. Ma escludo che i romulani vogliano iniziare una nuova guerra contro di noi»

«Forse una parte dei romulani non è d'accordo», suggerì il tenente Duvall, «Forse c'è una fazione romulana che non vuole la pace con la Federazione, e sta cercando di provocare un casus belli che trascini anche gli altri»

Johansen scosse la testa: «Non sono d'accordo», disse, «Se avessero voluto un casus belli, non avrebbero aspettato una nave in questo quadrante. Ci avrebbero attaccati in una posizione più vicina al territorio federale. Più visibile dalle sonde federali. Se qualcosa succedesse a noi, nessuno in realtà lo saprebbe. Correrebbero il rischio di lavorare per niente»

«C'è da considerare anche la squadra tattica», si interpose Duvall, «Sono scomparsi dai nostri schermi insieme all'Enterprise NX, ma continuiamo a ricevere - anche se in maniera disturbata - il segnale dei loro comunicatori»

Tosca si protese verso l'ufficiale scientifico in seconda: «Non si può isolare il loro segnale in modo da recuperarli?»

«Il signor Pearson ci sta lavorando in questo momento. La difficoltà non è sapere dove sono i membri della squadra di sbarco, ma quando sono. Potrebbero essere stati scaraventati in qualsiasi periodo, da 230 anni nel passato in poi. Compreso nel lontano futuro»

Tosca rifletté: «Non so cosa facessero qui i romulani. Ne' se fossero i soli ad essere qui, oltre a noi. Non possiamo...», s'interruppe un istante, tentando di mascherare l'emozione, «Ma non possiamo correre appresso alla Valor. Con l'occultamento, potrebbero passarci a meno di cinque chilometri di distanza e non li vedremmo. Per il momento, rimarremo qui, e punteremo sul recupero della squadra di sbarco. Forse, se riusciremo a riportare la nostra squadra sull'Argo, cominceremo a capire qualcosa anche sul comportamento dei romulani. Signori. Ai vostri posti!»


RIS Valor


Alexandra si guardò intorno con curiosità, lei e il Capitano Baker stavano, percorrendo un lungo corridoio a bordo della Valor scortati da due membri della sicurezza interna della nave romulana armati fino ai denti, fino a quando arrivarono in una piccola sala arredata con poltrone e divanetti, poi uno dei due romulani disse rivolgendosi alla Shatner, «Lei rimarrà qui», poi rivolgendosi a Baker «Lei, invece, venga con noi»

Alexandra colse il cenno d'intesa di Tom ed annuì mentre osservava l'uomo ed i due romulani lasciare la stanza, non appena rimase sola attivò il tricorder miniaturizzato nel braccialetto al suo polso sinistro seminascosto dalla manica dell'uniforme.

Era un piccolo gioiello d’ingegneria elettronica ed in poco tempo raccolse numerosi dati estremamente interessanti sulla nave romulana, poi Alexandra passò ad analizzare l'equipaggio della nave ed individuò due ponti sotto di lei una presenza umana.

Intanto Tom fu accompagnato in una grande sala riunioni dove trovò ad attenderlo Sela, l'enigmatico capitano romulano.

«Accomodati Tom, benvenuto a bordo della Valor»

L'uomo si sedette ed osservò con interesse la donna che aveva di fronte.

«E così sei entrato nella flotta stellare, chi lo avrebbe mai detto!», disse la donna con aria vagamente sarcastica.

Tom ribattè, «Ho combattuto per la liberazione del mio pianeta, poi ho deciso di viaggiare nello spazio. La Federazione ha le navi più comode. Oppure voglio combattere per la democrazia, ma certo tu da romulana non puoi certamente capire», sapeva che non era vero ma voleva stuzzicare la sua interlocutrice.

«Tu credi?», rispose Sela enigmaticamente. Poi continuò, «Eppure non sarei qui, se non capissi quello che tu credi per me incomprensibile»

«Cosa stai cercando di dirmi Sela?», chiese Tom.

Sela sorrise con una certa mestizia, «E' una lunga storia…»


USS Argo


Intanto a bordo dell'Argo Tosca era terribilmente preoccupata, la bolla temporale era scomparsa lasciando dietro di se una strana traccia cronotonica che sembrava condurre verso un sistema stellare distante circa dieci anni luce dalla loro posizione, non avevano notizie della squadra che avevano inviato a bordo della Enterprise, né di Baker e Shatner scomparsi a loro volta sulla Valor, presumibilmente in occultamento.

Tosca decise che l'Argo facesse rotta verso quel sistema, del resto era l'unica traccia che avevano.

«Tracciare la rotta per il sistema Sigma III, massima curvatura», ordinò.

«Curvatura nove, tempo di arrivo previsto due ore e dieci minuti», disse il navigatore dell'Argo.


Tau Sigma Ceti, superficie del pianeta


A dieci anni luce di distanza sulla superficie del pianeta di classe M, Tau Sigma Ceti, alcuni alti ufficiali romulani erano impegnati in un’analisi cronotonica approfondita della bolla temporale.

«I tratti cronotonici rischiano di diventare instabili, occorre utilizzare il 30% d’energia in più e rafforzare gli stabilizzatori temporali, altrimenti rischiamo il collassamento della bolla», osservò il Centurione Tes Krau.

«Non riusciamo a bloccare la localizzazione della bolla, occorre stabilizzare la matrice temporale, poi penseremo all'incremento di energia», ordinò il Commander Ceu.


RIS Valor


Tom osservò intensamente Sela quasi a voler penetrare all'interno dei suoi pensieri, mentre la donna sosteneva il suo sguardo iniziò a parlare, «Circa tre anni fa la Tal Shiar si è appropriata di una tecnologia nuova e sperimentale che prevede la manipolazione temporale, all'epoca si trattava di una tecnologia pericolosa ed altamente inaffidabile, ma in tre anni i suoi ricercatori l'hanno perfezionata ed ora ha deciso di utilizzarla per i suoi scopi. All'inizio la suprema mens della Tal Shiar pensava di utilizzare la tecnologia temporale per eliminare nemici politici e comunque al fine di aumentare il potere dell'organizzazione in seno all'Impero Romulano, ma ora ha un piano più grandioso: eliminare la Federazione prima della sua nascita. A tale scopo alcune sue navi, tre per l'esattezza, in occultamento hanno attraversato la base aliena in possesso della Federazione per raggiungere questa galassia, sicuri di poter procedere con la parte finale dei loro esperimenti temporali indisturbati sia dal Senato Romulano, sia dalla odiata Federazione. Il Senato è preoccupato e ritiene che un simile potere nelle mani della Tal Shiar non sia accettabile e mi ha quindi inviato qui per fermarli e per distruggere ogni traccia di questa tecnologia che potrebbe minacciare anche l'esistenza del Senato e dell'Impero Romulano»

«Una sola nave per distruggerne tre?»

«Questa nave è appena uscita dai nostri cantieri navali, l'equipaggio è stato selezionati tra coloro la cui fedeltà al Senato ed all'Impero è indiscussa ed il cui disprezzo per gli intrighi della Tal Shiar è certo, non abbiamo ufficiali politici a bordo e la nostra partenza è avvenuta nel più assoluto segreto, solo pochi senatori sono al corrente della nostra missione. Inoltre sono stata autorizzata a contattare la USS Argo per stipulare una temporanea alleanza fino alla totale eliminazione del nostro nemico comune»

«Autorizzata a contattare l'Argo… Quindi Romulus sa dell'Argo e della sua missione esplorativa, notevole…», osservò Tom.


NX-01 Enterprise


Togashi esaminò i dati del computer centrale dell'Enterprise alla ricerca di informazoni che potessero fare luce sulla situazione,

Il nuovo Consigliere dell'Argo il Tenente Vivien T'Bloom interruppe David, dicendo, «Avverto la presenza di numerose persone a bordo, anche se non riusciamo a vederle ne percepisco la presenza»

David ascoltò stupito la donna, «Ne è sicura?»

Vivien annuì.

David ricalibrò i sensori di bordo perché si adattassero ai cambiamenti di flusso cronotonico, e così facendo riuscì ad individuare la presenza dell'equipaggio della nave.

«L'equipaggio è qui, ma si trova in un diverso stato di fluttuazione cronotonico, fuori fase rispetto a noi, per questo non riusciamo a vederli», disse David dopo un'accurata analisi dei dati.

Il Tenente T’Reel chiese, «E' possibile fare qualcosa per sincronizzarci con loro?»

David annuì, «Basterà polarizzare le particelle cronotoniche, ho idea che dovremo unire le nostre forze per uscire da questo pasticcio, non abbiamo più contatti con l'Argo e i dati dicono che ci stiamo spostando continuamente nello spazio e nel tempo. Pasticciare con il tempo ed interferire con la vita di uomini del passato è rischioso, ma temo che non abbiamo scelta»

Mentre si preparava ad agire David non poté fare a meno di pensare ad Alexandra, "Chissà se sarà tornata al sicuro sull'Argo, che idea andare da soli su una nave romulana!"


Plancia NX-01


Il Primo Ufficiale dell'Enterprise con grande stupore vide materializzarsi sulla sua plancia quattro strani personaggi e ancor più stranamente abbigliati, ma prima che potesse dare l'allarme alla sicurezza della nave uno di loro parlò.

«Tenente Comandante David Togashi, Ufficiale tattico della USS Argo, calma siamo dalla stessa parte»

La reazione del Primo Ufficiale fu immediata, «Sicurezza, intrusi a bordo!»

«So che vi sembrerà strano ma non vi trovate più nella vostra epoca, né nella vostra galassia, ma siete sospesi in una bolla temporale che ha trasferito voi e la nave romulana nel 24 secolo»

Di fronte a questa affermazione T’Pol attivò i sensori a corto raggio «Rilevo un’elevata quantità di elementi cronotonici, gli intrusi potrebbero avere ragione»

La sua affermazione fu interrotta da un colpo diretto sulle corazze anteriori dell'Enterprise da parte della nave Romulana impegnata nella battaglia contro la nave del Capitano Archer. Charles Tucker mormorò, «Maledizione, rispondete al fuoco!», ma appena Reed attivò i phaser la nave romulana scomparve.

«Comandante non rilevo più alcuna traccia dei romulani», disse Sato.


RIS Valor


Alexandra osservò i dati del tricorder, poi di conseguenza prese una decisione e scelse di correre un rischio calcolato; aprì un pannello laterale della parete di fronte a lei passando attraverso l'equivalente romulano di un tubo di Jeffries dirigendosi due ponti più sotto, per scoprire l'identità dell'umano individuato dal tricorder. La donna arrivò alla sua destinazione, avanzò lungo il corridoio con cautela, pregando ogni divinità dell'universo per non incontrare un romulano proprio in quel momento, fino ad arrivare ad una porta dietro la quale si celava il misterioso umano. Alexandra attivò l'apertura della porta ed entrò in una stanza buia unicamente illuminata dalla luce che penetrava dal corridoio, ma nel momento in cui la porta si chiuse la donna rimase nell'oscurità. Improvvisamente Alexandra sentì un respiro alle sue spalle, ma prima di poter reagire un braccio robusto l'afferrò per la gola.

«Non muoverti o ti torco il collo!», disse una voce maschile.

«Chi sei?»

La luce si accese improvvisamente e i due si poterono osservare a vicenda osservando le loro immagini riflesse nel grande specchio di fronte a loro. Alexandra nell'osservare l'uniforme dell'uomo sgranò gli occhi.

«Non sei romulana! Chi sei? Non riconosco la tua uniforme», disse l'uomo.

Alexandra rispose: «Se mi lasci andare sarò lieta di spiegarti ogni cosa»

L'uomo esitò un attimo e poi la lasciò andare. Alexandra si massaggiò il collo indolenzito e si girò.

«Sono il Tenente Comandante Alexandra Shatner, Primo Ufficiale Scientifico della USS Argo e tu chi sei?»

«Capitano Jonathan Archer della nave terrestre NX-01 Enterprise», rispose l'uomo.


USS Argo, Plancia


Tosca osservò malinconicamente le stelle attraverso il grande oblò della sala tattica del capitano, la preoccupazione le stringeva il cuore quasi a impedirle di pensare con chiarezza, “Tom, dove sei finito…”

Le sue riflessioni furono interrotte dalla voce di Pearson, «Comandante stiamo rallentando a velocità impulso, tre minuti dal nostro obiettivo» Tosca si precipitò in plancia. L'Ufficiale, che sostituiva l'Ufficiale Scientifico, il Tenente Duvall disse: «Rilevo una forte presenza d’elementi tachionici»

Tosca corrugò la fronte, ma non fece in tempo a dire nulla, improvvisamente a dritta comparve la Valor, mentre i suoi scudi di occultamento si estendevano ad avvolgere l'Argo.

«Comandante, l'Argo è entrata in occultamento», disse stupito Duvall

«Messaggio in arrivo dalla Valor», avvertì l'Ufficiale delle comunicazioni.

«Sullo schermo», ordinò Tosca. Il viso di Tom apparve sul grande schermo, l'uomo sorridente e rilassato disse: «Procedete in coda alla Valor, i suoi scudi di occultamento maschereranno l'avvicinamento dell'Argo alla base romulana nascosta sul pianeta Tau Sigma Ceti. Abbiamo stipulato un'alleanza con Sela e la sua nave per distruggere la base della Tal Shiar e le sue tre navi, vi stiamo trasmettendo i dati, preparatevi a riceverli»


NX-01


Vivien e David si guardarono malinconicamente negli occhi, sentendosi impotenti così chiusi in quella piccola stanza con gli altri membri della squadra da sbarco. Poi dopo circa un'ora la porta si aprì ed entrò il Primo Ufficiale dell'Enterprise con una vulcaniana ed un umano.

«Credo che sia giunto il momento che ci diate delle spiegazioni, chi siete voi e da dove venite, e dove ci troviamo noi, l'Enterprise non è in grado di muoversi, e come se si trovasse…»

«In una bolla temporale», lo interruppe Vivien.

«Questo spiegherebbe molte cose», osservò la vulcaniana.

«Vi trovate in una bolla temporale che vi mantiene sospesi nel XXIV secolo, inoltre siete posizionati in un'altra galassia. Noi siamo Ufficiali della USS Argo, nave da esplorazione della Federazione Unita Dei Pianeti cui ora appartiene la Terra», disse Vivien guardando la vulcaniana negli occhi, «Abbiamo con nostra sorpresa individuato la bolla che conteneva voi e la nave romulana e siamo venuti ad indagare, vi devo informare inoltre che una seconda nave romulana del XXIV secolo è appostata al di fuori della bolla e non si può escludere che sia coinvolta in tutto ciò. I rapporti tra noi e i romulani non è che siano molto migliorati nel tempo», disse Vivien con una certa ironia. «Abbiamo anche perso i contatti con la nostra nave», intervenne David.


Tau Sigma Ceti, base della Tal Shiar


Il commander Ceu imprecava violentemente, mentre la rabbia quasi lo soffocava, «Siete degli incompetenti, dove è finita la nave romulana, come potete pensare di distruggere la Federazione e di cambiare la storia di Romulus per la perenne gloria della Tal Shiar, se non sapete controllare nemmeno una piccola bolla di terzo grado!»

Il Centurione Tes Krau impaurito dal violento sfogo del suo superiore strappò i controlli di mano dal Tenente Vixor e si mise lui stesso all'opera.

«Abbiamo individuato il falco da guerra in una seconda bolla, che si è staccata dalla prima e che è localizzata a venti anni luce da qui nel sistema T-15», disse Tes Krau.

«Cosa significa che la bolla si è sdoppiata, non è mai successa una cosa simile, siete degli irresponsabili», disse il commander Ceu. «Maledizione, ci sono degli intrusi a bordo dell'Enterprise», intervenne la voce di un altro Ufficiale, «Dai dati in arrivo si deduce che sono umani con una percentuale dell'80%»

«Umani? I nostri servizi informativi ci avevano assicurato che non era previsto l'arrivo di nessuna nave federale in quest'area, quindi da dove è spuntata questa gente?», si domandò a voce alta Tes Krau.

“Da dove sono spuntati degli umani?”, si chiese ancora il romulano della Tal Shiar. Si voltò con rabbia verso il suo secondo pronto a rimproverarlo quando…

«Cosa diavolo e’ quello?»

Dal cielo stava candendo come una sorta di nevicata di particelle verdi fluorescenti.

Pochi istanti dopo i romulani iniziarono a morire.


RIS Valor


Tom e Sela entrarono nella stanza in cui avevano lasciato Alexandra e la ritrovarono vuota.

Si scambiarono un’occhiata e dissero all’unisono: «Io non c’entro», entrambi sorrisero.

«In effetti, se avessi semplicemente trovato il tuo ufficiale qui seduto ad aspettarti mi sarei sentita delusa…», sorrise la romulana, «Scommetto che e’ con il nostro ospite»

Fece strada al capitano bajoriano fino a due ponti più in basso dove, all’interno di una stanza, ritrovarono Alexandra ed un altro umano.

«E’ il capitano Archer dell’Enterprise NX-01, durante l’attacco dei romulani alla sua nave e’ rimasto gravemente ferito…», spiegò Sela ai due ufficiali, «…così l’abbiamo tirato fuori dalla bolla e lo abbiamo guarito… avevamo anche cancellato i suoi ricordi per non contaminare la linea temporale ma ora…»

L’umano era sbalordito, parlavano di lui come se non potesse sentirli.

«Credo che ora torneremo alla nostra nave», disse Baker, «Se non ti spiace portiamo anche Archer»

Sela fece una sorta di smorfia, «Ma come!», si finse sbalordita, «Non ti fidi di me?», gli fece un altro amaro sorriso, «Ecco cosa si ottiene ad aiutare gli altri… va bene, portalo via»


USS Argo, plancia, pochi minuti dopo


Tom fece il suo ingresso in plancia seguito da Alexandra e da Jonathan Archer. Si fece rapidamente spiegare cosa era successo durante la sua assenza e raccontò ciò che aveva scoperto.

Stavano per spiegare ad Archer il tutto quando: «Signore c’e’ qualcosa di strano», esordì Shatner non appena tornò a sedersi alla sua postazione, «Rilevo un’enorme quantità di detriti…», armeggiò con i sensori, «Dalla quantità e dal tipo posso affermare che sto rilevando i resti di tre vascelli romulani classe D’Deridex… e rispettivi equipaggi. Nessun sopravvissuto»

«Qualcuno li ha distrutti…», mormorò Tosca.

«Pare di si», rispose Alexandra.

Baker scattò in piedi, «Analisi della superficie del pianeta!»

«Rilevo la base della Tal Shiar…», la ragazza controllò di nuovo i sensori, «Pare che abbia ancora energia e sia funzionante ma… non rilevo nessun segno di vita nelle vicinanze… Un momento!», esclamò, «Rilevo alti livelli residui di radiazioni Talaron!»

«Aprite un canale con la Valor», ordinò Tom e pochi istanti dopo il viso di Sela apparve sullo schermo.

«Ne so quanto te…», esordì la romulana mordendosi un labbro poi sembrò sul punto di aggiungere qualcosa ma si fermò tacendo.

«Torniamo al limite del sistema, ho un’idea…», disse il bajoriano.


USS Argo, sala riunioni.


Mentre le navi si allontanavano, il capitano spiegò il suo piano. Attorno al grande tavolo della sala riunioni erano seduti rispettivamente: Tom Baker, Sela, Tosca Kritias, Johnatan Archer, Alexandra Shatner, Chandler Pearson, Mark Johansen ed a sorpresa anche Katija Shaw Johansen.

Baker: «Separeremo la zona disco, lei Tenente Comandante Shatner ne prenderà il comando. Secondo le letture dei sensori la bolla temporale dovrebbe riapparire brevemente a non molta distanza da qui. Sarà suo compito indagare e cercare di salvare la squadra da sbarco e rimandare Archer alla sua nave», si voltò verso la dottoressa civile, «Lei sarà l’ufficiale medico capo della zona disco»

Shatner: «Signore, e’ sicuro? Non dovrebbe prendere il comando il comandante Kritias?»

B: «Non si preoccupi sono certo che lei sarà all’altezza del compito. Ed in più, senza Togashi, Tosca mi servirà nella sezione da battaglia come addetto agli armamenti», si voltò verso la bajoriana e le sorrise.

Sela: «Presumo che la Valor dovrà “accompagnare” la sezione a disco nella ricerca…»

B: «No, accompagnerete noi fino al pianeta», fece una pausa, «Ho la sensazione che chi ha distrutto la Tal Shiar sia ancora lì… e credo che il tuo aiuto ci sarà molto utile… se non essenziale»

B: «Ed ora, se nessuno ha domande, possiamo terminare la riunione e prepararci ad agire»

Nessuno parlò ed uno ad uno lasciarono la sala fino a che rimasero soli Katija Johansen ed il capitano.

J: «Perché io? Solo perché sono la moglie dell’ufficiale medico non voglio favoritismi…»

B: «Non e’ un favoritismo e’ semplice logica», bloccò la sua protesta lui, «Punto uno: lei e’ il miglior medico dopo suo marito, molto migliore del tenente Blair. Punto due: lei e’ una civile e non avrebbe senso portarla sulla sezione da battaglia. Punto Tre: mi fido di lei…», fece una pausa, «…io sono solito giudicare le persone dal loro operato e non dal loro passato o dalle loro parentele. Un’ultima cosa, anche se non posso ordinarglielo, vorrei che lei cancellasse i tracciati mnemonici delle ultime ore dalla mente del capitano Archer prima che torni indietro»

Detto questo lasciarono la stanza.

Sulla plancia Shatner sedeva sulla poltrona del capitano armeggiando con i controlli e preparandosi alla separazione, mentre Kritias lo aspettava vicino al turboascensore che connetteva la plancia direttamente con il ponte da battaglia.

I due entrarono e la cabina iniziò a muoversi.

Non si dissero niente, semplicemente la mano ti Tom cercò quella di Tosca e la strinse.


USS Argo, sezione da battaglia, 30 minuti dopo


Baker sedeva sulla poltrona centrale, Kritias occupava la postazione tattica, il tenente Duvall occupava la consolle delle operazioni mentre la giovane guardiamarina Micol Ellis sedeva al timone.

La sezione da battaglia viaggiava seguendo la Valor, coperta dai suoi scudi di occultamento. Pochi istanti dopo entrarono in orbita attorno al pianeta.

«Rilevo delle forme di vita sulla superficie», dichiarò Duvall, «Ma nessuna nave in orbita»

«Bene allora gettiamo l’esca», mormorò Tom.

Come da accordi l’Argo uscì dalla copertura della Valor e, di conseguenza, si disoccultò.

«Di che razza sono le forme di vita sul pianeta?», chiese Tosca.

«Ci sono delle interferenze ma sto cercando di…», iniziò il secondo ufficiale scientifico.

«Per i Profeti!», esclamò il capitano.

Davanti all’Argo si stava disoccultando una gigantesca nave stellare. Il design ricordava lontanamente la Valor o uno sparviero klingon, ma era molto più grande e massiccia. Era completamente nera e sembrava un gigantesco pipistrello pronto a ghermire la piccola nave federale.

«Lunghezza 890 metri, larghezza 1350 metri…», disse Duvall.

«Analisi tattica: rilevo 52 disgregatori pesanti, 27 tubi lancia siluri al plasma, scafo corazzato, scudi primari e secondari…», gli fece eco la bajoriana.

«Ci stanno chiamando», esclamò Ellis.

«Colleghi la Valor alle nostre comunicazioni così che possano ascoltare senza essere rilevati», ordinò il capitano, «Sullo schermo!»

Sul visore principale la terrificante immagine della nave lasciò il posto ad un più terrificante volto umanoide. Era privo di capelli, occhi infossati, orecchie a punta e canini iper-sviluppati.

«Qui commander Torlor, del falco da guerra Remano Falcion», esordì con voce gutturale l’alieno.

«Capitano Baker, della nave stellare federale Argo», rispose il bajoriano.

T: «Da quando la Federazione usa dispositivi d’occultamento?», fece una sorta di smorfia che lo rese ancora più terrificante.

B: «Il trattato di Algeron ci impedisce di usarli nei quadranti Alpha e Beta… qui non vige», mentì lui.

L’altro sembrò credergli.

T: «Questo sistema appartiene al popolo Remano, andatevene subito!»

B: «E se non volessimo andarcene?»

In tutta risposta la comunicazione si spense.

Kritias: «Stanno dando energia alle armi!»

Prima che Baker potesse ordinare l’allarme rosso, la Valor estese i suoi scudi di occultamento attorno all’Argo.

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